onward oltre la magia dove vederlo
+ 397 nuovi casi positivi 2. I curdi affiancarono gli afghani durante le loro guerre contro l'impero di Safavidi, e nei conflitti seguenti con gli altri poteri regionali. Perché bisogna stare dalla parte dei curdi Alcuni articoli per capire l’attacco della Turchia ai curdi, le sue premesse e le sue conseguenze. Lo Ypg, riorganizzato come un vero e proprio esercito, è garante anche della costituzione politica della regione autonoma dei curdi. I curdi in Siria costituiscono una comunità minoritaria che risiede soprattutto nelle zone settentrionali del Paese. Sembra quindi una questione più politica che militare, ma che deve fare i conti anche con i rapporti tra le due potenze che maggiormente hanno inciso sul campo in questi anni: Russia ed Usa. 32.955 deceduti 3. I curdi sono circa 35 milioni. Per Hafez al Assad, padre e predecessore dell’attuale presidente Bashar Al Assad, la questione curda viene vista come un’importante occasione per mettere pressione su Ankara. (...) Nel corso dell'Ottocento ini… Quella curda è, in questo momento, una situazione in rapida evoluzione che apre degli spiragli su scenari, fino a qualche anno fa, inediti. Da questo momento in poi, le milizie Ypg diventano di fatto tra gli attori protagonisti della lotta contro lo Stato Islamico. Oggi vogliamo conoscere più da vicino una popolazione, i curdi, di cui sentiamo molto spesso parlare, ma di cui, probabilmente, conosciamo ben poco.Proviamo a scoprire in profondità chi sono, qual è la loro storia e quale religione professano. Per questo motivo, gli Usa si appoggiano sempre di più ai curdi. L’altopiano del Kurdistanè una vasta zona (circa 550.000 chilometri quadrati) che si estende nel Medio Oriente incastonato tra il Nord della Siria e dell’Iraq, il confine occidentale dell’Iran, quello meridionale dell’Armenia e la parte orientale della Turchia. Lo Ypg viene fondato nel 2004, ma è soltanto agli inizi del 2012 che viene riorganizzato in funzione del suo nuovo ruolo all’interno dei territori curdi. L’attrito tra Damasco e curdi siriani si acuisce invece dopo la deposizione di Saddam Hussein in Iraq, avvenuta nel 2003. Homs e la provincia di Idlib, al pari di quella di Daraa, appaiono quasi fuori controllo da parte dell’esercito siriano. Le bandiere nere dell’Isis in quelle settimane iniziano a minacciare anche i territori curdi e l’auto proclamata regione del Rojava. Anche negli anni successivi non sono mancati episodi di violenze da una parte e dall’altra. Questo sarebbe un Pezzo di Sicurezza per i Curdi nella Regione portare, ma anche per Israele.” Guarda il Video 03:03 Ora live 03:03 Min. La prima coincide con il cantone di Afrin, la seconda invece con la zona di Kobane ed infine la terza con la provincia di Al Hasakah. Dopo cinque anni di boicottaggi e tensioni, il presidente del governo regionale del Kurdistan iracheno Massud Barzani è stato a Baghdad e ha avuto un incontro costruttivo con il primo ministro iracheno Haidar al Abadi. Per il partito dell’attuale presidente turco – l’Akp, una formazione islamico conservatrice che ha sposato la tradizione liberista inaugurata negli anni Ottanta da Turgut Özal – l’elemento conflittuale non si trova solo nei confronti dei curdi in quanto tali, quanto piuttosto nell’ideologia anti-statale, collettivista e secolare del Pkk, oltre che in ragioni di opportunismo politico. Sono la quarta etnia del Medio Oriente. Le forze Sdf iniziano a conquistare terreno ai danni del califfato nel nord est della Siria, con i curdi che occupano anche zone a maggioranza araba. Dal canto loro, i curdi iniziano ad organizzarsi: viene fondato un Comitato Supremo Curdo e le milizie Ypg assumono le funzioni di un vero e proprio esercito delle province a maggioranza curda. Soltanto il 27 gennaio 2015 le milizie curde riescono ad espellere l’Isis da Kobane, mentre nel mese di aprile lo Ypg mette in fuga gli islamisti anche dalle zone circostanti. Questo il quadro entro il quale comprendere l’ultimo attacco sferrato da Ankara nel nord della Siria. Ankara teme la creazione di una vasta regione autonoma curda da Afrin fino al confine con l’Iraq. Come riassume Treccani, "nel 16° secolo la maggior parte del Kurdistan fu inglobata nell'Impero ottomano, mentre una parte veniva conquistata dalla Persia. Soltanto all’interno di Manbij i curdi trovano alcune difficoltà poste in essere dalla battaglia urbana portata avanti da gruppi rimasti isolati dell’Isis, con diverse vittime tra i propri reparti. 521 in terapia intensiva(- 20) Sono 3.539.927 (+ 57.674) i tamponi… ... che solo dopo è intervenuta in loro sostegno e adesso li lascia in stallo nel bel mezzo di una situazione estremamente complicata. Kurdistan: ultime notizie, opinioni, reportage, foto e video. Carri armati turchi varcano la frontiera ed accedono nella regione di Jarabulus, a nord di Aleppo. In generale, le Sdf controllano tutta la Siria ad est dell’Eufrate ed il cantone di Manbji. Il Pkk ha accusato le autorità turche di complicità e da quel momento hanno ripreso in mano le armi. Fino al 1998 la Siria ha dato protezione ad Ocalan e nel Rojava sono state presenti fino alla fine degli anni Novanta vere e proprie basi di addestramento del Pkk. A Bruxelles è cominciato il processo a carico del poliziotto che nel 2018 aveva sparato contro un furgone che trasportava dei migranti curdi, uccidendo Mawda, una bimba di soli due anni. Il Pkk, per aver imbracciato la lotta armata, è considerato a tutti gli effetti un’organizzazione terroristica dalla Turchia, dagli Stati Uniti e, dal 2002, anche dall’Unione europea. Si tratta di fatto della prima grande città a maggioranza araba dove i curdi sono riusciti a scalzare l’Isis. In particolare, nel Rojava, a respingere le incursioni del’Is sono state le milizie dell’Ypg, Unità di Protezione Popolare, il braccio armato del Pyd, all’interno del quale le donne hanno giocato un ruolo decisivo, anche dal punto di vista mediatico. Lo Ypg nel 2015 appare sempre più armato e finanziato dagli Stati Uniti, che del resto anche in Iraq non mancano di finanziare i curdi iracheni e le milizie peshmerga. Raid aerei, l'Ypg: "Uccisi dei civili" Erdogan annuncia l'inizio dell'offensiva contro i curdi. Il Kurdistan, inteso come “Paese dei curdi”, infatti, non esiste su alcuna mappa ufficiale. Anche per questo motivo i guadagni territoriali della Sdf appaiono costanti e sempre più importanti. In seguito allo scoppio della guerra siriana nel 2011, invece, nella parte settentrionale del paese si sono creati i presupposti per la nascita della Federazione del Nord della Siria, una regione non ufficialmente riconosciuta, nota anche con il nome di Rojava, dove vivono, secondo le stime, tra 500 mila e 1 milione di curdi. Lo stato turco è arrivato persino a negare l’esistenza dei curdi come gruppo etnico, definendoli “turchi orientali” o, in maniera più dispregiativa, “turchi di montagna”. Libertà religiosa negata ai detenuti non cattolici, Eni Nigeria: si avvicina la sentenza del processo Opl 245 per corruzione, Scuole coraniche: violenze sui bambini dal Senegal al Sudan, Cambiamenti climatici in Africa: problemi ambientali e sociali devastanti, Ferrero tra lavoro minorile e deforestazione: filiera sotto accusa, Avvocata turca morta dopo 238 giorni di sciopero della fame: chi era Ebru Timtik. Nel luglio 2012 le forze Ypg iniziano ad avanzare nelle principali città curdo – siriane: Kobane, Afrin, Qamishli, Al Hasakah sono prese dai curdi senza che l’esercito reagisca in maniera decisiva. A causa al ritiro, ad ottobre del 2019, del contingente americano dal Kurdistan occidentale, Erdogan ha avuto campo libero per azzerare il progetto politico indipendentista del Rojava. Questa ipotesi è stata fortemente osteggiata dal governo nazionalista guidato da Mustafa Kemal Atatürk. Ma è a settembre che quello di Kobane assume le sembianze di un vero e proprio assedio. Di recente, le forze Sdf hanno consentito l’ingresso dei soldati siriani a Taqba per il recupero delle salme di coloro che sono stati uccisi dall’Isis durante le avanzate del 2014. Fondata nel XX secolo, essa prende il nome di una società tedesca impegnata nella costruzione della ferrovia Berlino – Baghdad. Alla spartizione della Sublime Porta ad opera di Francia e Regno Unito (accordo di Sykes-Picot, 1916), è seguito lo smembramento dei curdi tra i territori delle attuali Turchia sudorientale, Siria nordorientale, Iraq settentrionale e Iran occidentale. La parte più estesa del Kurdistan si trova in Turchia, dove vivono circa 13 milioni di Curdi. L’ultimo tentativo di assalto dell’Isis a Kobane è del giugno 2015, ma viene respinto dopo poche ore. La vittoria dei curdi a Kobane viene considerata come la prima sconfitta dell’Isis in Siria. Iniziata negli anni ’30, ha visto una svolta negli anni ’70 ed è culminata nel 1991 con l’istituzione del Kurdistan iracheno. In realtà però Ankara si assicura il controllo del territorio tra i cantoni di Afrin e Manbij ed in tal modo evita la continuità territoriale del Rojava. La nascita della “questione curda” coincide con il tramonto dell’Impero Ottomano e la fine della Prima guerra mondiale. Quest’ultima è forse il centro di riferimento sociale ed economico dei curdi in Siria. Lo Stato Islamico, che non è mai stato sconfitto definitivamente in Siria, potrebbe sfruttare il momento di debolezza dei curdi e riorganizzarsi ancora più rapidamente nel Paese. 7.917 ricoverati con sintomi (-268) 3. Il governo di Damasco è quindi sempre più debole e questo porta i curdi a prendere la palla al balzo, con la popolazione del nord della Siria che rivendica maggiore spazio e maggiore potere decisionale sugli affari locali. Ripercorrendo la storia a ritroso, ci si accorge che i curdi si sono sempre distinti per essere dei validi combattenti. Guerra in Yemen: ancora armi italiane ad Arabia Saudita ed Emirati…, Black Lives Matter: Brasile (ancora) alle prese con il razzismo…, Giornata internazionale dei migranti tra pandemia e diritti negati, Togo: lo Stato africano arresta Brigitte Adjamagbo, paladina dei…, Il direttore: memorie e utopie di quarant’anni di lavoro in carcere, Combattenti curdi - Foto: Kurdishstruggle (via, Curdi: storia di un popolo senza diritti e senza patria, Rojava: violenze diffuse contro donne curde, Kurdistan iracheno: bambini allo sbando in campi profughi sovraffollati, Bir-Well, la storia dei desaparecidos curdi nel documentario di Altay, Cipro, l’ultimo muro d’Europa divide greci e turchi, Palestina: nella morsa di Israele, crisi umanitarie e instabilità, Iscriviti alla newsletter di Osservatorio Diritti, Azerbaijan: giovane donna in fuga dal paese dei diritti negati, Afghanistan: le atrocità dei reparti d’assalto sostenuti dalla Cia, Iraq: Isis sconfitto, ma dopo un anno ci sono 2 milioni di sfollati. Dopo circa un anno di dibattito interno allo Ypg, il 20 gennaio 2014 viene promulgato il cosiddetto “contratto sociale del Rojava“, con cui si sancisce la nascita della federazione cantonalistica di regioni autonome del Rojava. Nel caos del conflitto siriano e di fronte alla presa di potere dell’Isis tra il nord-ovest dell’Iraq e il nord-est della Siria, gli Stati Uniti, nel 2014, hanno deciso di puntare sui combattenti curdi per fermare l’avanzata jihadista. Ai curdi infatti iniziano i problemi relativi alla gestione dei territori conquistati, specie quelli a maggioranza araba. A esprimersi a favore dell’indipendenza era stato il 92% dei partecipanti, ma il voto non ha fatto altro che «catalizzare una serie di dinamiche che hanno messo in evidenza tutti i limiti politici, economici e militari del Kurdistan iracheno». La fondazione è avvenuta non solo per mano dei curdi, ma anche per alcuni armeni emigrati e scampati alle persecuzioni del 1915. 44.504 si trovano in isolamento domiciliare (- 2070) 2. Il «paese dei curdi», infatti, è definito in modo assai vario almeno a partire dalla fine del XVI secolo, data della pubblicazione (in persiano) della prima «storia della nazione curda» 2, che attribuisce al Kurdistan un vasto territorio tra l’ansa dell’Eufrate superiore a ovest, … Anche da queste parti non mancano episodi di attivismo politico e di richiesta di maggiori diritti. Situazione Sentimentale Sposato (Dal 2009) L'orientamento sessuale Etero: Attuale Moglie di Steven Seagal: Erdenetuya Batsukh: I suoi ex fidanzati o ex mariti Kelly LeBrock Jami Gertz Arissa Wolf: Ha dei bambini? Sono la quarta etnia del Medio Oriente. I curdi dunque entrano nell’estate 2012 nella guerra siriana ma, al contrario delle sigle che confluiscono nell’Esercito Siriano Libero, non hanno come obiettivo primario il rovesciamento del governo di Assad. Non a caso, la parola “curdo” etimologicamente significa “coraggioso” o “guerriero”. Nel Paese vivono poi altre minoranze come i drusi e i cristiani. L’operazione “Ramoscello d’Ulivo” mira a conquistare il cantone di Afrin ai danni delle forze Ypg, presenti qui dal 2012. L’avanzata è repentina e questo provoca la fuga di almeno 300.000 civili in gran parte curdi verso la Turchia. + 78 deceduti 3. La prima operazione di Ankara nel nord della Siria è dell’estate 2016. + 2.677 guariti Tra i 52.942 attualmente positivi (- 2358): 1. Analogamente con quanto accaduto nel Kurdistan iracheno, i curdi nel nord della Siria iniziano la propria battaglia contro le avanzate dell’Isis. Vengono stabilite le istituzioni poste a governo della regione: vi è un’assemblea nazionale, un consiglio esecutivo, una suprema corte e poi i vari enti locali e municipali. à istituita anche un’alta commissione per le elezioni, che dovrebbe portare al voto il Rojava entro il 2018. Le tasse che pagherete per ottenere la registrazione andranno ad aumentare la sicurezza e la funzionalità delle strade in Michigan. Infatti, le forze Sdf hanno guadagnato terreno in quelle settimane di inizio estate senza sparare molti colpi. La struttura organizzativa è sempre stata di tipo tribale. In Siria, i curdi si trovano soprattutto in due province: quella di Al Hasakah e quella di Aleppo. In mezzo, il fiume Eufrate a dividere le due sponde. “Ma anche l’Iran per fermare. Di fatto, è una coalizione guidata dai curdi e quindi dallo Ypg, in cui confluiscono però numerose sigle ex Esercito Siriano Libero e tribù arabe della zona più orientale del paese. Ne nasce una colluttazione prima tra tifosi locali ed ospiti, poi tra manifestanti di Qamishli (nel frattempo accorsi allo stadio) e poliziotti che lascia sul campo trenta vittime tra la popolazione curda. La controffensiva dello Ypg è decisiva: i curdi riescono a riguadagnare terreno, ma la battaglia è di fatto casa per casa. Il 13 settembre, in particolare, l’Isis lancia in forze diversi attacchi contro la città ed i villaggi limitrofi. Attualmente non esiste un vero e proprio Stato curdo, anche se le zone controllate in Iraq e in Siria godono di una certa autonomiaspecie dopo la caduta del sedicente Stato Islamico dell’Isis. Nell’ottobre 2017 i curdi e le forze Sdf conquistano anche Raqqa. La regione del Kurdistan - 550 mila chilometri quadrati - è divisa tra Turchia, Iran, Iraq e Siria. E ogni tentativo di istituire uno stato indipendente, brutalmente soffocato. Dopo quindi il controllo militare, l’obiettivo è quello di creare anche un corpo politico ed amministrativo in grado di governare la regione. Ma l’ingresso di diversi combattenti dall’estero e la formazione dell’Esercito Siriano Libero (Fsa), fanno sì che tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 la Siria scivoli nell’abisso della guerra. Mappa aggiornata della situazione nel nord-ovest della Siria. Non è un caso che risale al 2004 la fondazione di prime brigate di autodifesa del Rojava, le quali nel 2012 saranno note poi con il nome di Ypg e saranno parte attiva della guerra civile siriana. 37 persone furono uccise nelle proteste. Se fosse unito politicamente, sarebbe tra gli stati più ricchi della regione, considerate le materie prime di cui dispone, dal petrolio alle risorse idriche. I curdi sono una popolazione che vive divisa tra cinque Stati diversi: la Turchia, l’Iraq, l’Iran, la Siria e l’Armenia. Il governo del presidente Bashar Al Assad, dal canto suo, prova a dare concessioni ai manifestanti e a promettere future riforme. Il Kurdistan, inteso come “Paese dei curdi”, infatti, non esiste su alcuna mappa ufficiale. Le sue dimensioni, però, all’interno del contesto siriano, sono di gran lunga inferiori per estensione e popolazione rispetto al Kurdistan turco ed iracheno. Dopo aver per anni finanziato gruppi islamisti anti Assad, la Turchia adesso dialoga con la Russia e, in cambio di un suo ruolo nel processo di stabilizzazione della Siria, chiede il via libera per agire militarmente contro i curdi. Il numero uno del Pkk vive per vent’anni in queste regioni, da qui di fatto parte la sua esperienza che nel giro di pochi anni lo porta ad essere punto di riferimento per gran parte dei curdi. La loro regione storica è il Kurdistan ("terra dei Curdi"). Il Kurdistan non ha mai formato uno Stato indipendente e attualmente è diviso tra Turchia, Iran, Iraq, Siria, Armenia e Azerbaigian. Da un punto di vista etnico, poi, la maggioranza dei siriani sono arabi … Gli Stati Uniti in particolare non considerano il governo di Assad un interlocutore e vorrebbero per tal motivo mantenere le proprie basi nel paese, circostanza questa certamente non voluta né da Damasco e né da Mosca. Per la Turchia, però, l’Ygp e il Pyd sono rami del Pkk e per questo considerati anch’essi organizzazioni terroristiche. Questo però non implica automaticamente che nel Rojava la causa curda non sia sentita. Di fatto lo Ypg già nell’estate del 2012 è un altro attore impegnato nel difficile campo di guerra siriano. Per questo si parla di Kurdistan turco, iracheno, siriano (Rojava) e iraniano. Il timore di un “contagio” indipendentista proveniente dai curdi turchi o dai curdi iracheni, fa sì che i governi siriani non incoraggino la formazione di partiti o la promozione della lingua locale nelle regioni del nord del paese. Si potrebbe ipotizzare una concessione di maggiore autonomia politica accordata da Damasco ai curdi, in cambio della restituzione dei territori a maggioranza araba. L’operazione lampo, ribattezzata “Sorgente di pace”, ha provocato centinaia di vittime e 160 mila sfollati. Nei primi di luglio di quello stesso anno, Al Baghdadi proclama la nascita dello Stato Islamico e chiede di intensificare la lotta per la costituzione di un grande califfato in medio oriente. “Trump ci ha pugnalato alle spalle”, hanno commentato fonti curde. Ma quella dei curdi non è soltanto una lotta militare. Considerarli un blocco monolitico, portatore di interessi e obiettivi comuni, sarebbe tuttavia un errore. In Siria, da un punto di vista religioso, la maggioranza della popolazione è sunnita (la corrente maggioritaria all’interno dell’Islam), mentre il regime di Assad è espressione della minoranza (10 per cento) alawita (una corrente assimilabile, in parte, allo sciismo, corrente minoritaria all’interno dell’Islam). Saladino, per esempio, era curdo. Il cessate il fuoco è terminato a luglio di quell’anno, dopo che un attentato suicida, attribuito allo Stato Islamico, ha provocato la morte di 33 giovani attivisti curdi a Suruç, vicino al confine siriano. Nel sud-est della Turchia, in particolare, sono stati sottoposti a una turchizzazione forzata, come del resto anche le altre minoranze: molti di loro sono stati coercitivamente spostati in altre aree del paese, i nomi e le loro usanze messi al bando, l’utilizzo della lingua tollerato in ambito privato. La guerra che imperversa nel resto del paese, un governo siriano traballante ed una Siria complessivamente destabilizzata, creano le condizioni per i curdi di allargare progressivamente sia i propri territori che le proprie prospettive politiche. E i curdi infatti iniziano ad organizzarsi, come testimonia la fondazione, sempre nel 2003, del Pyd (Partito dell’Unità Democratica), destinato ad essere formazione di riferimento per i curdi siriani. A partire dall’estate 2014 i curdi siriani iniziano a ricevere sempre più finanziamenti ed armamenti dall’estero, oltre che sostegno dalla coalizione internazionale anti Isis a guida Usa. Nato con l’obiettivo di creare una repubblica indipendente curda, è entrato ufficialmente in guerra con Ankara nel 1984. Queste divisioni interne, dettate dall’appartenenza a clan o a famiglie rivali, unite alla repressione esterna, hanno spesso ostacolato lo sviluppo di un progetto nazionale unitario. «Questione Curda» Aspetto Politico. Come detto, però, la questione del Kurdistan appare più centrale in Turchia ed Iraq e molto meno in Siria. Ad oggi, Kobane si presenta come una città di sessantamila abitanti in gran parte curdi. In Turchia, il 2 maggio 2019, ad Abdullah Ocalan è stato concesso, dopo ben 8 anni, di incontrare i suoi legali sull’isolacarcere di Imrali, di cui è ormai da vent’anni l’unico detenuto. L’operazione, denominata “Scudo nell’Eufrate“, ufficialmente è contro l’Isis visto che penetra in territori ancora in mano al califfato. Con Kurdistan ci si riferisce a un’area geografica per lo più montuosa, vas… Rispetto a Turchia ed Iraq, la situazione in Siria appare sempre generalmente sotto controllo. Damasco ed i curdi si guardano con sospetto sin dalla fondazione dello Stato siriano. Da evidenziare poi come proprio il Pkk ha ottimi rapporti con le milizie curde siriane. IFQ. Come emblema della lotta dei curdi contro l’Isis, c’è la città di Kobane. Le due parti hanno un nemico comune: la Turchia. Oggi in maggioranza musulmani sunniti, parlano una lingua di origine indoeuropea. Al contrario, le forze fedeli ad Assad si ritirano ed in molti casi lasciano le caserme senza combattere. Dopo due settimane, a Sochi, su spinta del presidente russo Vladimir Putin, è stata firmata una tregua che ha ridefinito gli equilibri nella regione: alla Turchia è stata concessa la possibilità di creare una safe zone, una “zona sicura”, dove trasferire i 3,6 milioni di rifugiati siriani che Ankara ha accolto dall’inizio del conflitto in Siria, mentre i curdi, dopo essere stati abbandonati dagli Stati Uniti, hanno trovato un alleato nel dittatore siriano Bashar al-Assad. Il vero attacco diretto e mirato contro i curdi siriani è invece del gennaio 2018. Da lì in poi, la “questione curda” è stata affidata al libero arbitrio dei singoli paesi. Al di là dell’Eufrate le forze Sdf intanto riescono a spingersi in tutta la provincia di Al Hasakah, verso il confine con l’Iraq ed alcuni punti della provincia di Raqqa. La città che Al Baghdadi aveva posto come capitale del suo califfato, è espugnata dopo però intensi mesi di lotta e dopo intere settimane di bombardamenti della coalizione a guida Usa. Munizioni ed armamenti sono in parte proventi da quanto abbandonato dall’esercito siriano, ma lo Ypg è finanziato e supportato anche dall’estero. Lo scorso anno si sono tenute le elezioni locali, ma di fatto l’unico partito in grado di ottenere seggi è stato quello collegato alla lista della Nazione Democratica, ossia gli eredi del Pyd fondato nel 2003. Non a caso, questo accordo è giunto il 22 ottobre, alla fine dei cinque giorni di tregua concordati tra Erdogan e il vicepresidente USA Pence. Soltanto dagli accordi tra Russia ed Usa si potrà comprendere il futuro assetto della Siria e, per quel che concerne i curdi, il destino politico e militare del Rojava e delle zone a maggioranza curda. Come a Manbij, non mancano anche a Raqqa proteste contro i curdi. 1 Ottobre 2018. Nella storia recente, i primi a lanciarsi nella lotta armata per l’autonomia sono stati i curdi iracheni, sotto la guida del clan Barzani. Nel giro di poche settimane il cantone risulta interamente conquistato ed Afrin cade in mano alle milizie filo turche. Nel luglio 2016 i curdi e gli alleati interni alla Sdf conquistano Manbij, importante centro della provincia di Aleppo ad ovest del fiume Eufrate. Il “disegno” del paese ipotizzato già nel 2015, con una Siria divisa esattamente in due sfere d’influenza, appare al momento realizzato. Tale progetto ferroviario per alcuni chilometri costituisce il confine tra Siria e Turchia ed infatti Kobane è una cittadina al confine tra i due paesi. In poche parole, il Rojava curdo potrebbe essere realtà , secondo i timori turchi, e potrebbe quindi creare una testa di ponte per il Pkk. Ocalan conosce dunque già dagli anni di gioventù la situazione del Rojava e qui trova humus fertile per la sua lotta a favore del popolo curdo. Ecco perchè dopo il fallito golpe anti Erdogan nel luglio 2016, il presidente turco inizia a cambiare atteggiamento e strategia all’interno del contesto siriano. Ma con l’ingresso della Sdf a Manbij risalta agli occhi un altro particolare di non poco conto: diversi scatti infatti immortalano una ritirata ordinata dell’Isis dalla città . Sparpagliata in tutto il mondo, la popolazione totale curda viene stima… La situazione nel cantone di Afrin è ancora in evoluzione: non c’è più il controllo delle Ypg, le quali però promettono azioni di guerriglia volte a riconquistare la zona. Si inizia a parlare anche di vera e propria pulizia etnica: molti curdi di Afrin sono costretti ad andare via mentre gli islamisti presenti iniziano ad impossessarsi di numerose abitazioni. Oggi in maggioranza musulmani sunniti, parlano una lingua di origine indoeuropea. Si crea una Siria de facto divisa in due: da un lato la zona d’influenza russa, dove le forze di Mosca aiutano Assad a riprendere il territorio, dall’altro quella americana dove ad intervenire sono i curdi e le forze aree della coalizione internazionale. Poliomielite: la situazione attuale Proprio sulla questione curda negli ultimi mesi sono emerse le profonde divergenze tra Turchia ed Usa: in particolare, Ankara vede con sospetto l’appoggio dato dagli americani ai curdi ed a tutte le milizie interne all’Sdf. I curdi, in particolare, vogliono sfruttare i rapporti non ostili tenuti con Assad in questi anni di guerra per trovare accordi in grado di stabilizzare il paese e potersi quindi difendere al meglio contro le minacce della Turchia. La regione, secondo il contratto sociale, si presenta amministrativamente divisa in tre regioni: quella di Afrin, quella dell’Eufrate e quella di Jazira. Si tratta di un segno inequivocabile sui dialoghi attualmente in corso. I Curdi sono un popolo senza patria. Non sono né arabi, né persiani, né turchi. Quel che originariamente è il Rojava, attualmente è invece una vasta regione oltre l’Eufrate che comprende come detto anche territori arabi. L’ultimo atto di questo travagliato percorso è stato il referendum per l’indipendenza del 2017, che, come fa notare Giovanni Parigi dell’Università Statale di Milano, «è stato a dir poco un fiasco». Ogni anno dovrai pagare più soldi per rinnovare questa registrazione. 144.658 guariti. Lo storico leader del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato organizzazione terroristica da Usa, Ue e Turchia, e condannato a morte (pena commutata in ergastolo nel 2002), ha chiesto la ripresa dei negoziati di pac… Secondo diversi analisti, sarebbe questa una prova di come, una volta accertata l’impossibilità di continuare la battaglia, potrebbe essere stato offerto ai miliziani islamisti la possibilità di un vero e proprio salvacondotto. L’estate 2014 è quella caratterizzata dall’avanzata dell’Isis tra Iraq e Siria. L’attuale situazione dei curdi. Le persone vivono divise principalmente tra Turchia (20%), Iraq (15-20%), Siria (10%) e Iran (8%).
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